Dopo
la sconfitta in casa contro il Cagliari, la panchina di Caso diventa
rovente
Il talento di Zola, la velocità di Langella affondano una Lazio allo
sbando. Contro il Cagliari la formazione di Caso mette in vetrina
tutti gli errori e limiti mostrati nelle precedenti partite, dopo 13
gare il tecnico e i giocatori non hanno ancora capito che cosa
devono fare in campo.
E pensare che per la prima volta dall’inizio del campionato mister
Caso aveva optato per una formazione più offensiva, schierando Cesar
a sinistra Pandev a destra, Liverani in mezzo al campo, Inzaghi e
Muzzi in avanti, con un 4-4-2 che almeno sulla carta sembrava essere
la scelta migliore. Ma con Caso in panchina il condizionale e
d’obbligo, dopo pochi minuti osservando lo schieramento della Lazio
al momento del rinvio del portiere del Cagliari, si capiva che
ancora una volta le idee non erano chiare. Altro che 4-4-2, la Lazio
giocava con una sorta di 4-3-2-1 con Muzzi largo a destra Pandev a
sinistra e Inzaghi unica punta e dopo alcune azione, si evidenziava
un altro cambiamento Pandev dietro Inzaghi, Muzzi sempre largo a
destra e Cesar a sinistra, e nonostante la confusione tattica la
formazione bianco-celeste riusciva ad avere la meglio sugli
avversari. Al 7 del pt Pandev, il migliore in campo, portava in
vantaggio la Lazio e da quel momento fino al 33 si e avvertita la
sensazione che la formazione di casa potesse fare sua la partita,
velocità, scambi di prima, verticalizzazione potevano essere il
preludio ad una goleada bianco-celeste. Ma al 34 del pt
all’olimpico, complice un errore di Oddo, si abbatteva il fulmine
Langella capace con le sue accelerazione di frantumare la difesa
laziale.
Dopo il goal del napoletano la Lazio spariva dal campo e il buio
calava nella mente dell’allenatore Caso. Nel secondo tempo la
fragilità emotiva della Lazio, priva di un condottiero, consegnava
la partita al Cagliari che sfruttando la superiorità numerica in
seguito all’espulsione di Peruzzi per fallo da ultimo uomo su
Esposito, con il trio Zola, Langella, Esposito infliggeva alla
squadra romana il colpo del ko. A poco è servito il goal su rigore
di Oddo al 35 del st. per fallo di Maltagliati su Inzaghi.
Sicuramente l’espulsione di Peruzzi ha complicato la vita alla Lazio
ma non si può non sottolineare, come giustamente hanno fatto i
tifosi laziali contestando il tecnico, gli errori di Caso. Sul
risultato di 1-1, dopo l’espulsione di Peruzzi, il cambio di Pandev
per E. Filippini non è stato gradito da nessuno, la Lazio passava ad
una punta lanciando un segnale di paura all’avversario, che subito
trovava il goal del vantaggio. Ma dopo pochi minuti il tecnico della
Lazio completava la sagra degli orrori, sconfessando la sua
precedente scelta toglieva Liverani e mandava in campo De Souza, per
tornare con due punte, insomma il delirio.
A fine gara tutti attendevano il presidente Lotito per conoscere la
scelta della società sul futuro del tecnico, ma il dirigente laziale
ha preferito la strada del silenzio, in compenso ha parlato il
presidente del Cagliari Cellino dichiarando che alla Lazio manca un
allenatore determinato che possa portare tranquillità ai giocatori,
come dire Cellino ha suggerito a Lotito la soluzione del problema...
Marco
Piccari
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