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  La partita della vergogna

Tristezza. Delusione. Sconforto. Irritazione. Questi sono i sentimenti dopo la partita di ieri sera. Non tanto perché la Roma perde al Delle Alpi contro la Juventus, ma per COME perde. Lo sappiamo tutti che ci poteva stare una sconfitta contro la squadra che sta dominando questa prima parte del campionato, ma quello che più mi fa infuriare è il modo in cui i giocatori e il tecnico giallorosso hanno affrontato questo match. In settimana si era parlato tanto del fatto che questa gare con la Juventus era la più sentita da parte dei tifosi, perché dopo i fatti accaduti in estate con il passaggio prima di Capello, poi di Zebina ed infine Emerson alla corte di Moggi a Torino, era praticamente diventato un derby per i romanisti. Tutti i tifosi ad attendere con ansia l’inizio della partita, tutti a “fomentare” l’ambiente per prendersi la giusta rivincita nei confronti dei traditori estivi. Finalmente arriva il giovedì sera, con più di tremila tifosi giallorossi presenti a Torino e pronti a sostenere la squadra. Ma cosa si chiedeva alla Roma da questa partita? Naturalmente la vittoria, ma era comprensibile anche la sconfitta, solo però se arrivava in maniera dignitosa. Che vuol dire dignitosa? Vuol dire che gli undici giocatori che sarebbero dovuti scendere in campo con addosso la maglia della Roma avrebbero dovuto disputare una partita con tutta la grinta possibile, la giusta “cattiveria” sportiva nei confronti dell’ odiata (sportivamente) Juventus, far vedere quindi che tenevano a questa società e a questa maglia. Invece cosa succede? Una partita tristissima, brutta sotto tutti i punti di vista, con la Roma svogliata con tutti i giocatori pronti a sorridere con i colleghi juventini, a baciarsi in campo, a scambiarsi le maglia a fine primo tempo e subito pronti a scusarsi per un semplice fallo. Praticamente un’amichevole. O peggio una partita tra scapoli e ammogliati. Naturalmente non chiedevo il sangue in campo, perché stiamo sempre parlando di sport, ma chiedevo dai giocatori la grinta giusta, la volontà sempre e comunque di non soccombere in campo. Si può anche perdere, ma bisogna sempre lottare e far vedere fino all’ultimo che la sconfitta è l’ultima “ratio”.

Tanti potrebbero essere i motivi di questa scellerata partita, ma mi viene in mente una provocazione: non è che magari il risultato del campo è figlio della nuova “amicizia” tra la Roma e i poteri forti del nostro calcio, Juve compresa?

Si potrebbe anche parlare di ingaggi troppo alti, giocatori viziati che pensano solo ai loro interessi, al poco attaccamento alla maglia, ma rischierei di cadere nella demagogia, e quindi mi limito ad una sola parola: VERGOGNA.

 Le CONTRO – PAGELLE

 Zotti: 1

Sartor: 2

Mexes: 1

Ferrari: 1

Dellas: 1

Cufrè: 2

Perrotta: 1

Aquilani: 1

Mancini: 1

Cassano: 1

Totti: 2

Montella: 1

 All. Delneri: 1

 Tifosi della Roma: 10

 

 Lorenzo Ciavoni    


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