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  Il commento sulla sentenza del processo Juve


La Juventus nel periodo che va dal 1994 al 1998 ha fatto uso di Epo. La juventus negli anni della prima gestione Lippi ha vinto tre scudetti e una Champion League facendo abuso di farmaci e usando doping. Queste non sono illazioni. Ma fatti.

Ieri alle 13.40 il giudice Giuseppe Casalbore di Torino ha emesso, dopo quasi tre anni di processo, la sentenza per l’accusa al medico della Juventus Riccardo Agricola e all’amministratore delegato Antonio Girando. Peri il primo la condanna è stata di 22 mesi di carcere per frode sportiva (compreso appunto l'uso di Epo) e per il secondo invece l’assoluzione piena da ogni imputazione.

Prima di passare ai commenti su questa sentenza è forse il caso di fare un po’ di cronistoria di uno dei processi più eclatanti ed importanti degli ultimi anni.

Tutto ha inizio da alcune dichiarazioni di Zdenek Zeman, fatte oltre sei anni fa, quando il tecnico  sedeva sulla panchina della squadra giallorossa. "Il calcio - aveva detto il boemo – deve uscire dalle farmacie. Sono stupito. Questo sbalordimento comincia con Gianluca Vialli e arriva fino ad Alessandro Del Piero. Io che ho praticato diversi sport pensavo che certi risultati si potessero ottenere solo con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico".
Le denunce di Zeman non lasciarono indifferenti il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello che, nell’agosto del 1998, decise di aprire un’inchiesta per far luce su questa vicenda. Vengono convocati numerosi personaggi illustri del calcio e raccolte le loro deposizioni: oltre allo stesso Zeman, compaiono davanti al procuratore Del Piero, Ronaldo e anche l’ex presidente del Coni Mario Pescante. Il 29 agosto dello stesso anno la svolta nelle indagini: la Juventus viene formalmente coinvolta nell’inchiesta e le cartelline cliniche dei calciatori bianconeri poste sotto sequestro. Nel maggio del 2000 la procura chiude l’inchiesta dopo aver ricevuto dai propri consulenti la perizia sull’uso dei farmaci del club di Torino: sono indagati l’amministratore delegato Giraudo e il medico sociale Agricola. Dopo un anno esatto i due vengono rinviati a giudizio.

Il 31 genniaio del 2002 comincia il processo: nei due anni successivi testimoniano Birindelli, Tacchinardi, Pessotto, Conte, Ravanelli, Peruzzi, Lombardo, Amoruso, Ferrara, Montero, Vialli e Zidane. In pratica, la quasi totalità dei giocatori che facevano parte della Juventus della prima gestione Lippi. Ad aggravare la situazione del club bianconero arriva poi la perizia dell’ematologo Giuseppe D’Onofrio, nel giugno scorso:  l’esperto ravvisa, nel suo rapporto, l’uso di Epo. Dopo altri cinque mesi di dibattimenti, finalmente ieri il giudice emette la sua sentenza.

Adesso si può passare anche ai commenti.

La juventus esce da questo processo con fardello che non potrà togliersi molto facilmente. La condanna del medico Agricola sta a significare che la squadra di Lippi in quegli anni di tanti successi, truccò le carte del gioco pur di raggiungere le vittorie. L’abuso di farmaci e l’utilizzo di Epo era finalizzato a recuperare il prima possibile dalle fatiche delle partite ogni tre giorni. In quegli anni si lodava l’organizzazione societarià della Juve, si parlava di una squadra capace di vincere in Europa e Italia senza troppa difficoltà. Ora forse si capisce meglio il perché.

Da questa brutta storia chi ne esce pulito è Giraudo che secondo il giudice non sapeva dei tanti farmaci usati (più di 200 tipologie di farmaci trovati alla Juve) e per questo è stato assolto da ogni accusa. Ma qui sorge spontanea la domanda (come diceva Lubrano….): ma è possibile che l’amministratore delegato di una società come la Juve, cioè colui che materialmente firma gli assegni per comprare i materiali per la squadra (compresi i farmaci), non sapesse nulla delle azioni di Agricola? Possibile che un personaggio importante e del calibro di Giraudo, “… dirigente che in tutta Europa ci invidiano…” (parole del suo avvocato) non sapesse che ai giocatori della Juve veniva somministrato un farmaco come il Samir (antidepressivo) spacciandolo come “disintossicante” ? Dove era Girando quando negli spogliatoi prima e dopo le gare di quella Juve, il medico dava le famose pillole rosse? Bhè mi dispiace ma io ancora “l’orecchino al naso” non ce l’ho e quindi non ci credo che il dirigente fosse all’oscuro di tutto. Questo però dice la sentenza, e quindi io, che a differenza di qualcun altro, la giustizia la rispetto, mi attengo a quello che ha detto il giudice Casalbore.

Diverso invece deve essere il giudizio sul nostro amato calcio. Se addirittura una società come la Juventus, la più antica del nostro campionato, quella da sempre con maggiori possibilità finanziarie (Agnelli docet), si sia permessa di truccare le carte, abbia drogato i proprio atleti con uso indiscriminato di farmaci, abbia usato l’Epo pur di vincere le gare, allora il calcio come sport è davvero finito. Tanti potrebbero essere i discorsi sulla possibilità, purtroppo angosciante, che i giocatori della Juve di quel periodo possano avere in futuro gravi problemi di salute, come accaduto ai tanti ex giocatori colpiti dalla SLA (sclerosi laterale amiotrofica) o altri malati a causa dell’uso di doping. Ma per molti questi discorsi sono troppo difficili o poco interessanti per parlarne.

Adesso andrebbe chiesto anche scusa a Zeman che fu l’unico a denunciare un sistema che stava prendendo una brutta strada. Al boemo è stato dato del “terrorista”, di quello che raccontava “balle”, di quello che dato che non riusciva a vincere, si attaccava a futili scuse. Bisognerebbe chiedere scusa ad un uomo che ha avuto la sola colpa di non allinearsi al gregge di pecore che seguono sempre i poteri forti.

Un’altra cosa che andrebbe fatta ( ma mai succederà), sarebbe quella di rimettere in discussione tutti i risultati sportivi di quegli anni. L’ajax che ha perso con la Juve la coppa campioni del 1998 avrebbe tutto il diritto di vedersi restituire il trofeo, vinto da i bianconeri facendo uso di doping. Le squadre arrivate seconde in campionato dietro alla squadra di Lippi in quegli anni (tra cui la Lazio di Zeman) avrebbero tutto il diritto di vedersi consegnare lo scudetto. Sarebbe l’unico modo per restituire un po’ di credibilità a questo calcio. Ma io sono un illuso. Lunedì con i risultati di campionato, magari con una nuova vittoria della Juve, tutto sarà già dimenticato. Ma statene certi: non da tutti.

 
 Lorenzo Ciavoni

    


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