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  Ennesima sconfitta per la Roma a Palermo

La prima partita del mese decisivo per la qualificazione in champion league la Roma la perde. Sconfitta pesante anche considerando il fatto che arriva contro una diretta concorrente: Il palermo di Guidolin. La squadra giallorossa si presenta senza il suo capito Francesco Totti, a casa per la squalifica, ma con Cassano che si riprende il posto in attacco al fianco di Montella. I rosanero rispondono con una squadra molto offensiva, con Brienza e Zauli a supporto dell’ariete Toni.

Il forte diluvio che dalla notte imperversa su Palermo, rende il campo di gioco quasi impraticabile nel primo tempo, che risulta molto tattico, con le fiammate di Montella (palo su assist di Cassano) e di Mancini (sempre su assist del barese). I siciliani non riescono a rendersi molto pericolosi, ma ottengono un maggior possesso palla, dimostrando un’organizzazione corale migliore della squadra di Delneri.

La seconda frazione di gioco si presenta subito più spettacolare con la Roma che parte meglio, ma con il Palermo che riesce a sbloccare la gara con il gol di Brienza che riprende un tiro di Toni parato da Pelizzoli. Lo svantaggio non sembra più di tanto scuotere i giallorossi che non riescono mai a rendersi molto pericolosi, neanche quando il Palermo rimane in dieci per la giusta espulsione di Barone per doppia ammonizione. Negli ultimi dieci minuti Delneri le prova tutte e manda in campo anche la terza punta Corvia, che spreca però la vera occasione per il pareggio e gli viene annullato un gol per fallo di Montella. A pochi secondi dalla fine, con la Roma sbilanciata in attacco, Santana s’invola sulla fascia destra e serve un facile assist per il raddoppio firmato da Toni; 2 a 0 e tutti a casa con l’ennesima sconfitta di questa travagliata stagione.


Quella con il Palermo era la prima gara di un mese decisivo per le sorti della Roma in questo campionato, e la compagine giallorossa la perde commettendo gli ennesimi errori. La conquista del quarto posto sembra un’impresa molto difficile, non tanto per il valore delle squadre che stanno davanti alla Roma (nessuno ha Totti, Cassano e Montella; le coppie difensive Falcone-Castellini, Bertotto – Sensini o Biava – Barzagli non sembrano superiori a quella della Roma…) ma per il fatto che tutte queste squadre esprimono un GIOCO molto più convincente di quello proposto da Delneri. Fanno del gruppo la loro forza, a differenza della Roma che troppe volte si affida alle giocate dei singoli, ed è strano per chi ha sulla panchina un tecnico preparato e competente come Delneri. Sicuramente le attenuanti per l’ex mister del Chievo ci sono, ma ora dopo molti mesi e partite queste attenuanti si stanno trasformando in alibi. La rosa della Roma sicuramente non è da scudetto o al livello di Milan, Juve ed Inter, ma di certo non inferiore a quelle della Sampdoria, dell’Udinese o dello stesso Palermo e deve lottare per il quarto posto.

Sabato arriva la Juventus di Capello ed Emerson. Basterebbero i nomi per capire di che partita si sta parlando, ma adesso il tempo delle scuse è finito: tutti ( e ripeto TUTTI…) devono dimostrare di che pasta sono fatti, perché la pazienza dei tifosi giallorossi sta finendo.

 

Lorenzo Ciavoni

  

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