La Lazio pareggia con
il Partizan
Contro il
Partizan non basta la grinta e il cuore bianco-celeste per ottenere
tre punti fondamentali per continuare la corsa in Coppa Uefa. Una
partita a due facce: brutto il primo tempo dove la Lazio mette in
evidenza tutti i suoi problemi, a cominciare da quelli tattici,
ancora una volta il 4-2-3-1 di mister Caso si è rivelato non adatto,
squadra troppo lunga con i due centrocampisti Dabo e E. Filippini
spesso in inferiorità numerica in mezzo al campo. La difesa è
apparsa lenta e impacciata, con Negro autore di errori grossolani
che hanno consentito al Partizan di trovare il goal nei primi minuti
di gioco e come se non bastasse a complicare la vita è arrivato il
rigore fallito da S. Inzaghi, autore comunque di una buona
prestazione; nel secondo tempo la squadra di Caso cambiava faccia,
con l’ingresso in campo di Cesar al posto di Rocchi, passava al più
collaudato 4-4-2 e la partita assumeva subito il colore
bianco-celeste.
Dopo una serie di occasioni fallite, al 7 del st. arriva il goal di
Di Canio, autore di una grande prestazione e al 28 Inzaghi
raggiungeva il pareggio. Al termine della gara molti sono i dubbi
che continuano a sorvolare il cielo bianco-celeste. Ancora una volta
le scelte di mister Caso non hanno prodotto i risultati sperati, il
suo 4-2-3-1 non riesce ad entrare nel dna dei calciatori. Con quel
modulo la Lazio soffre e alcuni giocatori sono costretti a giocare
fuori posizione, uno di questi e Tommaso Rocchi, che spesso gioca
troppo lontano dall’area di rigore e alla fine correndo per tutta la
fascia perde di lucidità sotto porta. Modulo che lo stesso Caso ha
sconfessato nel secondo tempo passando al 4-4-2.
Tante sarebbero le domande da porre all’allenatore bianco-celeste ma
questo stupido silenzio stampa, imposto dal presidente Lotito,
impedisce a tutti gli addetti ai lavori di conoscere il motivo di
alcune decisioni di mister Caso. Nonostante il pareggio e le residue
speranze di passare il turno ieri non sono mancate le note positive.
La prima e arrivata da Di Canio che finalmente ha dato importanti
segnali circa il suo stato di forma, il giocatore ha dimostrato
quanto sia importante avere uno come lui dal primo minuto in campo;
l’altra nota positiva e S. Inzaghi, che nonostante il rigore
sbagliato, ha corso per tutta la partita evitando di cadere in area
per cercare il rigore e alla fine è stato premiato con il goal;
buona anche la prova di Seric che soprattutto nel secondo tempo ha
spinto molto sulla sinistra.
Tra le note negative non si può non citare l’arbitro, autore di
numerose sviste, come il fallo su Sereni nel secondo goal del
Partizan. Per la coppa le speranze di passare il turno sono tutte
appese ad una serie di incroci che richiedono una notevole fetta di
fortuna e la Lazio con la fortuna non ha proprio un bel rapporto,
però la speranza e sempre l’ultima a morire.
Le Pagelle:
Lazio
Sereni – 6.5
alla fine evita la sconfitta
Oddo – 5.5 non
indovina un cross
Negro – 4
invece di pensare al rinnovo del contratto, pensasse a giocare
F. Couto – 5
soffre la velocità degli attaccanti avversari
Seric – 6.5 il
migliore della difesa molto attivo sia in fase di copertura che in
fase offensiva
E. Filippini-
6.5 un combattente
Dabo – 6 prova
a dare geometria in mezzo al campo
Rocchi – 5.5
non in serata – Cesar 6 dal suo piede sinistro parte il cross per
Inzaghi
Di Canio – 7
lotta, corre, e segna
Manfredini- 4
non entra mai in partita – Muzzi 6 chiamato in causa mette in campo
tutta la sua grinta
Inzaghi – 6.5
finalmente corre e lotta, il pubblico gli perdona il rigore
sbagliato
All Caso 5 non
legge la partita
Arb. Stredak 4
non all’altezza
Marco
Piccari
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