La Controanalisi del momento della Roma.
E’ il caso ora di analizzare
la situazione di questa squadra dopo due mesi di lavoro con il nuovo
tecnico Delneri. Mi permetto di fare un po’ di cronistoria. La Roma
dopo la sconfitta ignobile con il Bologna perde Voeller che si
dimette ed è alla ricerca di un nuovo allenatore. Era ormai chiaro
che a questa squadra serviva un “allenatore” nel vero senso della
parola, e non un “selezionatore” o “traghettatore” come era stato
l’ex tecnico della Germania. I nomi disponibili per la sostituzione
in panchina non erano molti, e alla fine la Roma sceglie l’ex
tecnico del Chievo. Al momento della scelta, personalmente ero in
sintonia con la società, proprio per i motivi indicati prima.
Delneri era un “allenatore”. Nelle sue esperienze passate aveva
sempre dato un gioco (anche molto piacevole) alle sue squadre, e
veniva dall’esperienza con il Chievo a dir poco sorprendente. La
squadra veronese aveva fatto nel primo anno di serie A uno splendido
6° posto, e nel secondo si era salvata con molta tranquillità. La
domanda era semplice: se Delneri è riuscito con una rosa ridotta e
non di eccelso valore come quella del Chievo ad arrivare nelle zone
alte della classifica, dando anche un buon gioco, cosa potrà fare
con la rosa della Roma e con i vari Cassano, Totti, Montella, De
rossi e così via? Di sicuro bene. Se riesci ad arrivare 6° e giocare
bene con i vari D’Anna, Moro, D’Angelo, Cossato, Pellissier (con
tutto il rispetto, per carità…) dovrà fare sicuramente meglio con i
vari Ferrari, Mexes, De Rossi, Totti e così via. Con questa premessa
lo avevo accolto a Roma con tutta la speranza e fiducia possibile.
Oramai sono due mesi e 12
partite giocate tra Campionato e varie coppe che Delneri allena la
Roma e i risultati sono questi: 12 gare, 2 vittorie, 4 pareggi, 6
sconfitte. 15 goal fatti (di cui 5 al Cagliari in casa) e ben 20
subiti. La situazione è imbarazzante. Ma non solo sotto il profilo
dei risultati, ma soprattutto sotto quello del gioco. La squadra
giallorossa non riesce mai a sviluppare un gioco decente, vive
grazie solo alle giocate dei suoi campioni (sempre più rare nelle
ultime partite), e non da mai l’impressione di poter imporre il suo
gioco.
Certo le attenuanti per l’ex
tecnico del Chievo ci sono e vanno onestamente ricordate. La Roma è
in una situazione economica e societaria delicata, il tecnico non ha
potuto fare la campagna acquisti e scegliere gli uomini per il suo
tipo di gioco (mancanza esterno sinistro), i giocatori giallorossi
hanno disputato una preparazione fisica frammentata e inconcludente
e aggiungiamo anche le tante assenze per infortuni (Chivu e Dacourt).
Però anche con tutte queste giustificazioni la Roma non può
permettersi di fare figure in Italia e in Europa vergognose come
quelle degli ultimi tempi. Non si può perdere in quella maniera
(dominati sul piano del gioco e delle idee) dal Siena delle riserve,
dalla Reggina o dall’Udinese. Comunque anche tutti i problemi si
DOVEVA far meglio. E qui che ricade per me ancora la responsabilità
del tecnico. Non è possibile che Delneri cambi ogni volta modulo
tutte le volte che inizia la partita (in certe occasioni ha cambiato
3 o 4 volte modulo nella stessa gara), dimostrando molta confusione
e poca sicurezza e fiducia nelle sue scelte. E non mi si venga a
dire che sta facendo delle prove per colpa della mancanza
dell’esterno sinistro o perché sta “sperimentando”. A forza di fare
prove e sperimentare si va in serie B. Ci sono gli allenamenti della
settimana per fare le prove e sperimentazioni. Francamente Delneri
mi ha deluso anche per la poca coerenza nelle dichiarazioni prima e
dopo le gare. Ha cambiato molte volte idea sia su giocatori che su
schemi per la sua squadra, dichiarando una cosa il sabato e
smentendola la domenica dopo magari un’opaca prestazione. Non vi
faccio tutti gli esempi che sennò vi stancate di leggere….ma tanto
se siete della Roma li conoscete di sicuro. Aggiungiamo anche che il
mister ha poca confidenza e dimestichezza con un ambiente caldo e
umorale come quello di Roma, ed ecco spiegata la delicata situazione
della Roma.
Se Delneri fosse arrivato a
Luglio, dopo l’addio di Capello, fornendo questi risultati avrei
chiesto il suo allontanamento, ma capisco anche che la società non
può permettersi di cambiare un’altra volta il tecnico e quindi
bisogna tenersi lui fino alla fine della stagione. Mi auguro però
che il prima possibile (già da Siena) Delneri torni ad essere quello
che conoscevo e ammiravo ai tempi del Chievo. Chiedo al mister più
chiarezza, meno confusione e uno straccio di gioco. Non penso di
chiedere la Luna…. E forse neanche le stelle….chiedo un
comportamento da allenatore. Se poi la Roma non riuscirà ad arrivare
all’obbiettivo stagionale (il quarto posto in classifica) si faranno
anche i processi ai giocatori e in primis alla società. Ma Delneri
deve dimostrare di essere quello per cui era stato preso per la
Roma: un allenatore.
Lorenzo
Ciavoni
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