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  Contro il Villarel la Lazio di Caso, ottiene un buon pareggio mettendo in luce i soliti problemi... 


Per la Lazio comincia con un pareggio la nuova formula a gironi della Coppa Uefa. Nel primo tempo Mimmo Caso schiera il consueto 4-2-3-1, con Seric a sinistra, Rocchi a destra e Pandev dietro l’unica punta S. Inzaghi, ma a rendersi pericoloso e il Villareal con il più collaudato 4-4-2, con Riquelme, il vero fuoriclasse della partita, ad ispirare le punte Cazorla e J. Mari.

La squadra spagnola si rende subito pericolosa con un calcio di punizione al 1 minuto di Roger che va alto sopra la traversa, la Lazio non risponde e al 4 minuto su dormita generale della difesa arriva il goal di J. Mari. Il vantaggio spagnolo costringe la formazione di Caso a fare la partita, ma Liverani e Dabo, messi in difficoltà dalla proprietà di palleggio degli avversari,  non riescono a creare gioco. All’ ottavo minuto in seguito ad un uscita maldestra di Reina, S. Inzaghi colpiva il palo sotto gli occhi increduli dei propri tifosi. Il Villareal continuava a fare la partita e Caso provava a mischiare le carte, scalava vertice basso a centrocampo Dabo e spostava ad intermedio destro Zauri, trasformando il 4-2-3-1 in 4-3-3-, ma il prodotto non cambiava erano sempre gli spagnoli a rendersi pericolosi, al 42 e al 44 prima su Cazolra e poi su Roger ci vuole un super Sereni per evitare il raddoppio. Nel secondo tempo con Rocchi al posto di Manfredini e con  Gainnichedda al posto di Dabo, la Lazio cambia volto diventa più aggressiva e costringe il Villareal a rintanarsi nella propria area, situazione che peggiora con l’espulsione al 29 del secondo tempo di J. Mari. L’allenatore degli spagnoli provava a difendersi lasciando in avanti il solo Riquelme, ma al 39 Tommaso Rocchi su assisti di Inzaghi trovava lo spazio per inserirsi in area di rigore e trovare il pareggio. Alla fine un pareggio giusto per quello che le squadre hanno fatto vedere in campo.

Nonostante il risultato rimangono i dubbi per la squadra di Mimmo Caso. Numerosi sono gli interrogativi sulle scelte del tecnico, prima di tutto sulla scelta del modulo: perché il 4-2-3-1 che male si adatta alle qualità della formazione? Perché schierare Dabo e Liverani e privarsi di un giocatore di quantità come Giannichedda? E poi sinceramente non riusciamo a capire per quale motivo Rocchi deve giocare come esterno di sinistra, quando è l’unico attaccante che in questo momento  vede  la porta!? Quesiti che molto probabilmente il tecnico dovrebbe prendere in seria considerazione anche perché la Lazio in casa fatica a trovare la via del goal e spesso anche in superiorità numerica non riesce a mettere alle corde l’avversario di turno.

Forse un classico 4-4-2 con due punte vere e un centrocampista di qualità con al suo fianco un uomo di quantità potrebbe dare maggiore equilibro e creare più occasioni da goal.

Le Pagelle :

Sereni 6.5 sempre pronto

Oddo 6.5 reattivo

Negro 6 alla fine slava il risultato

Siviglia 6 parte con qualche incertezza finisce meglio

Zauri 6 corre e cambia spesso posizione

Dabo 5 non costruisce

Liverani 5.5 non cambia passo

Manfredini 5.5 in prospettiva può essere importante il pieno recupero

Pandev 6.5 esprime qualità e fantasia

Seric 5 non punge

Inzaghi 6 naviga nel deserto

Rocchi 7 lui è una punta se gioca in area di rigore segna

Di Canio 6 cuore e grinta

All. M. Caso 5 non legge la partita e continua con un improponibile 4-2-3-1

Curva Nord 7 sempre vicino alla squadra

 Marco Piccari

 
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