Montella,
Totti e poco altro
Trentacinque gol realizzati
dall’attacco giallorosso finora. Sedici gol sono stati messi a segno
da Vincenzo Montella, pari al 45,7% del totale. Sommando alle reti
del napoletano quelle di Francesco Totti (10) ed Antonio Cassano (4)
arriviamo a 30, pari all’85,7%.
I dati, spesso, permettono di
leggere la realtà dei fatti in maniera quanto mai appropriata, se
opportunamente contestualizzati. La partita pareggiata a Verona con
il Chievo dice che le cose andrebbero di gran lunga peggio se non ci
fossero quei tre là davanti, o forse anche due, visto che Cassano
non certo è al top del suo rendimento. L’aspetto più grave,
tuttavia, viene dalla citata contestualizzazione dei dati riportati.
Le reti della Roma, infatti, sono merito in tutto e per tutto dei
suoi attaccanti: confezione, assist e gol. È il centrocampo la
vera nota dolente, dimostratosi ancora una volta incapace di
assistere le punte. Fortunatamente per la Roma e per Del Neri, la
immensa qualità dei loro piedi permette a Montella, Totti e Cassano
di funzionare anche senza assistenza. Per il girone d’andata la cosa
ha retto, reggerà anche per quello di ritorno? Lecito dubitare.
Allo stesso modo, anche la
difesa soffre le carenze del settore mediano. I torti dei tanti
gol subiti non sono soltanto di Ferrari e Mexès, pur seriamente
difettosi. Nella gara col Chievo, De Rossi ed Aquilani hanno fatto
ben poco in fase di filtraggio ed è normale che la difesa patisca.
Aggiungiamo un Cufrè spaesato e indeciso sul difendere o meno, oltre
ad un Pelizzoli che al momento non è in grado di infondere sicurezza
a chi gli sta davanti. Detto questo, non abbiamo certo creato un
alibi per il duo Mexès-Ferrari, ma quanto meno abbiamo ripartito la
colpa tra tutti i “rei”.
A questo punto, si rende
necessario e vitale il rientro di Perrotta e Dacourt. Il
francese avrà bisogno di una quindicina di giorni per riprendere un
accettabile ritmo-gara, che può permettergli di sostituire più che
degnamente l’attuale De Rossi, anche in fase di impostazione. Ancor
più indispensabile Simone Perrotta, l’unico dei centrocampisti
centrali che finora ha garantito un rendimento discreto e costante.
Il suo contributo serve per garantire quella base di esperienza che
è pane per il reparto nevralgico.
Marco Amabili
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