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  Lazio-operaia, fatto un piccolo passo in avanti


La Lazio conquista tre punti d’oro contro il Bologna
, si lascia alle spalle il ko di Livorno e si rilancia in classifica. Contro la squadra di Mazzone è stata una partita equilibrata, decisa solamente dalla maggiore convinzione dei biancocelesti. Gli emiliani hanno pagato l’incapacità di affondare il colpo quando si sono ritrovati in superiorità numerica per l’espulsione di Dabo.

La formazione di Caso esce dall’Olimpico con la certezza di aver fatto un piccolo e significativo passo in avanti sul piano del gioco. La difesa si è comportata bene per tutta la gara, a parte l’incertezza di Seric che ha permesso a Binotto di mandare in gol Tare ed un paio di sbavature. Ed è piaciuto molto Lequi: l’argentino deve ancora trovare il ritmo partita ma, dove non è riuscito ad arrivare con la corsa, c’è sempre riuscito con l’intelligenza di giocare d’anticipo e questa è una dote notevole. Con Talamonti può formare una coppia interessante. Seric e Oscar Lopez, oltre a difendere, hanno anche tentato di proporsi in avanti. Sono state abbozzate e, talvolta, costruite belle azioni d’intesa con Cesar e Manfredini: se perfezionato, il gioco sulle fasce potrebbe diventare una delle soluzioni più interessanti di questa Lazio.

Non mancano, tuttavia, le note negative. Simone Inzaghi ha condotto una gara pressoché anonima fino al 1’ della ripresa, quando ha fallito una clamorosa palla-gol davanti a Pagliuca. Poi è ricaduto nell’anonimato, fino alla sostituzione operata da Caso per far fronte all’espulsione di Dabo. Sarà dura per lui avere un’altra chance, Pandev già scalpita per tornare titolare.

Agrodolce la gara di Di Canio: favoloso in area prima del fallo di Gamberini (e sacrosanto rigore assegnato da Tagliavento), ingenuo nell’abbracciare Tare e guadagnarsi il rosso. Grinta e passione vanno bene, ma non devono mai eccedere, anche se nella circostanza il direttore di gara ha esagerato un po’ con il colore dei cartellini. In ogni caso, il ruolo di asso nella manica da estrarsi a fine gara sembra addirsi perfettamente a lui.

Ora per la Lazio arrivano quindici giorni di lavoro, che saranno necessari per recuperare qualche infortunato. L’infermeria va svuotata presto per arrivare alla gara col Cagliari del 28 novembre con qualche opzione di scelta in più per Caso e forze fresche per proseguire quanto di buono fatto vedere contro il Bologna. I margini di miglioramento restano ancora ampi.

  LE PAGELLE

 

Sereni 6,5 – Due belle parate e alcune uscite ben condotte. Non sbaglia nulla.

O. Lopez 6 – Lavora bene di anticipo e solo in un paio di circostanze soffre la velocità di Bellucci.

Talamonti 6 – Lotta a fondo con i lunghi attaccanti del Bologna, la sfida termina in parità.

Lequi 6,5 – Buona la prima. Bravo di testa e negli anticipi, può essere un innesto prezioso.

Seric 5,5 – Si propone spesso in avanti, con buoni risultati, ma pecca in copertura. Perde Binotto, che serve a Tare la palla del pari.

34’st Negro sv

Manfredini 5,5 – Si muove molto, prova anche ad accentrarsi ed andare al tiro, ma non punge.

Dabo 5,5 – Poco efficiente nel far girare la palla, meglio in fase difensiva. Lascia colpevolmente la squadra in dieci.

E. Filippini 6 – Considerando che rientrava dall’infortunio, la sua è una gara generosa. Sempre presente.

Cesar 6,5 – E’ in crescita, anche se non è ancora il Cesar che conosciamo. Corona una buona gara con l’assist per Rocchi.

28’st Di Canio 7 – Entra e vuole spaccare il mondo. Gli riesce di conquistare un rigore, dopo aver ubriacato di finte Gamberini. Peccato per l’espulsione.

Rocchi 7 – Svaria sul fronte d’attacco, mettendo in difficoltà la difesa avversaria. Sigla il suo terzo gol in campionato e si conferma l’attaccante più in forma della squadra.

Inzaghi 4,5 – Un elemento estraneo, quasi un uomo in meno. Si fa notare soltanto per una ghiotta occasione fallita a tu per tu con Pagliuca.

22’st A. Filippini 6,5 – Insieme a Di Canio dà alla squadra la scossa necessaria per conquistare i tre punti


 Marco Amabili

    


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