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  Il vecchio cuore bianco-celeste non molla mai!!!

La 24 giornata di campionato si è aperta sotto il colore bianco-celeste, prima della partita, con una manifestazione, il popolo laziale, partendo ( alle 13.30) da Piazza della Libertà, ha dimostrato l’immenso amore verso la squadra in un momento delicato, sia dal punto di vista societario che calcistico. Ancora una volta, di fronte alle difficoltà che da sempre hanno accompagnato la storia della Lazio, il dodicesimo uomo in campo si è stretto intorno alla propria squadra, cantando e gridando la vera lazialità. “ Tu non sarai mai sola” questo lo striscione che apriva il corteo. E ieri la società, nata nel 1900, non è stata mai sola, sia fuori che dentro il campo. E come se non bastasse, ha rendere il momento ancora più duro, all’Olimpico e arrivata l’Atalanta che con una partita d’altri tempi, ha riportato la memoria dei tifosi indietro nel tempo di almeno 18 anni quando questa sfida valeva la salvezza. Il campo ha detto poco e nulla, la paura si è impossessata dei giocatori laziali impedendo ai ragazzi di Papadopulo di giocare a calcio.

Per tutti i novanta minuti non si è visto un abbozzo di schema, tutto era lasciato al caso, poco gioco senza palla, automatismi difettosi, squadra lenta insomma l’anticalcio, soltanto alcune sporadiche giocate di Liverani sembravano di tanto in tanto accendere la luce. Gli uomini di Delio Rossi, capita la difficoltà degli avversari, hanno preso il comando del gioco, Bernardini in mezzo campo dettava i tempi e le accelerazioni di Makinwa con gli inserimenti di Lazzari complicavano la vita ai lenti difensori bianco-celesti, ma nonostante tutto la Lazio riusciva a non correre grossi rischi. Fatta eccezione per un tentativo di autorete di Rivalta al 3’ e per una conclusione di Rocchi al 37’, la gara sembrava incanalarsi su scialbo 0-0. Poi negli ultimi due minuti del primo tempo, i nerazzurri decidevano di accendere la gara. Prima Bellini sfiorava il goal grazie alla partecipazione di Siviglia, che metteva fuori tempo Sereni entrato al posto di Peruzzi, vittima di un nuovo infortunio. Dalla bandierina Bellini trovava la testa di Makinwa che anticipando tutti rompeva gli equilibri. La Lazio, aiutata una volta tanto dalla fortuna, nel giro di pochi minuti sfruttando l’errore di Taibi, uscito a vuoto, con un colpo di testa di Bazzani ritrovava al 46 del pt il pareggio.

Nel secondo tempo la Lazio rientrava in campo con altro spirito, Seric spingeva sulla sinistra e Rocchi con una conclusione all’11 decideva di svegliarsi. Ma l’uomo più pericoloso dei bianco-celesti rimaneva l’ariete Bazzani, che al 30 scaldava le mani a Calderoni, entrato al posto di Taibi, con un tiro dalla distanza. E quando allo stadio sembrava calare la disperazione per la mancata vittoria, una palla, buttata in area di rigore da Oddo e non allontanata dalla difesa atalantina, arriva sui piedi di Liverani che con tutta calma la depositava oltre la linea. A quel punto l’urlo dello stadio dava il benvenuto a tre punti importantissimi. Ma la vittoria non cancella i tanti dubbi: sia quelli sul campo, legati alla mancanza di gioco e al non impiego di giocatori di qualità come Pandev; sia quelli societari legati alla risposta del Fisco. Risposte che dovranno arrivare nel più breve tempo possibile, perché questo pubblico meraviglioso e questa antica società meritano rispetto…….

 Marco Piccari
  

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