NAUFRAGIO GIALLOROSSO CONTRO L’UDINESE
La Roma esce a pezzi dal confronto con l’Udinese di Spalletti e ora
ci si interroga su quale potrà essere il futuro in campionato della
squadra giallorossa. Ieri sera, all’Olimpico, i ragazzi di Delneri
erano chiamati a confermare i progressi evidenziati nel secondo
tempo della partita contro il Milan ed hanno invece giocato una
delle peggiori partite di questo martoriato inizio di stagione.
L’Udinese si è presentata in
campo con un 3-5-2 ben organizzato e, fin dall’inizio, è riuscita a
mantenersi corta e ad applicare un pressing asfissiante che ha messo
in difficoltà la Roma. La squadra giallorossa, schierata col
classico 4-4-2, è invece sembrata lunga e sfilacciata, con i soliti
problemi sulle fasce esterne di centrocampo, dove Delneri ha
riproposto un inguardabile Mancini a sinistra ed uno spaesato
Aquilani a destra per poi invertirli di posizione dopo i primi venti
minuti di gara. La cronaca del primo tempo è abbastanza scarna.
Pochissimi i tiri in porta, fatta eccezione per una traversa
scheggiata da Muntari con un gran tiro dalla distanza che fa da
preludio al goal dei friulani siglato al 44° su punizione
(inesistente) da Iaquinta, con l’attiva collaborazione di un incerto
Pelizzoli.
Nella ripresa (con l’egiziano
Mido al posto di Aquilani) ci si attende una reazione della Roma che
tarda però ad arrivare ed anzi al 15° minuto i friulani raddoppiano
su rigore con Pizzarro, grazie ad un veloce contropiede lanciato da…Sartor
e Ferrari. È lo stesso Sartor, nel tentativo estremo di rimediare
all’errore, che stende Di Michele andando incontro anche
all’inevitabile espulsione. Con la Roma in dieci uomini e sotto di
due reti, l’Udinese gestisce la partita a suo piacimento ed è anche
fortunata quando Totti colpisce il palo interno della porta difesa
da De Sanctis. Ma è l’unico lampo di luce in una partita disastrosa
per la Roma. Ancora Iaquinta, sul finire del match, mette la
ciliegina sulla torta alla meritatissima vittoria della sua squadra
con un tiro scoccato in corsa da fuori area che trova Pelizzoli
colpevolmente fuori dai pali. Negli ultimi minuti i friulani
preferiscono non infierire e la Roma non vede l’ora che il mediocre
arbitro Morganti fischi la fine.
Di chi la colpa di questa
ennesima figuraccia? Di tutti, nessuno escluso. A partire da Delneri
che, dopo oltre un mese di lavoro, ancora non ha saputo dare un
volto ed un gioco decente alla squadra, ai calciatori (alcuni dei
quali sono degli ex), alla società che non riesce più a dare reali
punti di riferimento ai propri dipendenti. Aggiungerei, infine, gli
stessi addetti ai lavori (me compreso, ovviamente), rei di aver
sopravvalutato una rosa che, allo stato attuale, è composta di tre
soli grandi giocatori rispondenti ai nomi di Totti, Montella e
Cassano. Eppure ci si permette di tenere quest’ultimo in tribuna....
Pino Marà
Copyright 2004 www.mondogoal.it
