LAZIO, NIENTE FILOTTO
Non si completa
il filotto di vittorie chiesto da Papadopulo. Dopo Atalanta, Chievo
e Parma, la Lazio non riesce a battere il Messina, che si conferma
un osso duro quando gioca in casa (al San Filippo ha conquistato 25
dei 32 punti che ha in classifica). Il primo gol in Serie A di
Carmine Coppola condanna i biancocelesti, rei di aver iniziato ad
osare troppo tardi.
Gli uomini di Mutti hanno dominato nel primo tempo, creando quattro
occasioni da gol, anche se non clamorose come il palo-traversa e gol
fantasma capitata alla Lazio dopo dieci minuti. Troppi lanci lunghi,
un’inspiegabile rinuncia a giocare la palla e manovra consegnata nei
piedi dei siciliani, con tanto di biglietto d’auguri allegato. Nel
secondo tempo le cose sono andate meglio, ma soltanto perché il
Messina ha vistosamente abbassato il suo baricentro e la Lazio ha
avuto più possesso palla. Tuttavia, il palleggio orchestrato da
Liverani è stato sterile, tanto è vero che le due opportunità più
nitide sono state le due punizioni calciate dall’ex perugino e
sventate da Storari e dall’incrocio dei pali.
Lotito, imbronciato in tribuna, spera di rifarsi nella “sfida” con
l’Agenzia delle Entrate. La società biancoceleste presenterà la sua
documentazione e poi attenderà di essere convocata per un vertice,
previsto per venerdì prossimo. La situazione è abbastanza chiara:
come è giusto che sia, la transazione riguarderà quasi tutti i 150
milioni di euro di debiti che la Lazio ha con lo Stato, ma si sta
lavorando sulla possibilità di dilazionarli su dieci anni anziché
cinque. Ma a Lotito questo non basta. L’accordo non è così vicino.
Marco Amabili
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