Risultati Classifiche            Leggi e Firma il Guestbook!       Entra nel forum
   
 
   
Roma in campo
   
Lazio in Campo
   
Archivio
   
Archivio
 

 SENZA VERGOGNA

Una farsa indecente. Anche per il peggior teatro di avanspettacolo. Figuratevi per uno stadio Olimpico traboccante di gente e di passione.
Ancora una volta è stato tradito il grande amore di un popolo per una squadra che, con tutti i suoi limiti attuali, ieri avrebbe meritato non solo il pareggio, ma addirittura la vittoria.
La Roma esce invece sconfitta per 2 a 1 grazie alla capacità del signor (?) Racalbuto di ergersi a suddito del blasone e del palmarès di una squadra, la Juventus, che ha ottenuto entrambi con metodi arroganti e pratiche antisportive.
Col degno compare di nefandezze, tal Pisacreta, il “nostro” è entrato di diritto nel Guinness dei Primati. Tre errori (ovviamente tutti a sfavore della Roma) in un’unica azione di gioco, quella che ha portato all’assegnazione del rigore poi trasformato da Del Piero. Il torto è servito. Preceduto dal disgustoso antipasto del netto fuorigioco di Cannavaro non segnalato in occasione del primo goal bianconero. Insomma, tutto come da copione. Del resto, la Juve deve esportare il suo “brand” in tutto il mondo e la sua immagine deve essere vincente. Non importa come. Doping farmacologico o arbitrale, tutto fa brodo. Vincere sempre e comunque, a vantaggio delle casse societarie e a scapito della salute dei propri giocatori. Tanto il carrozzone continua ad andare avanti. O meglio, ad andare avanti sono solo loro. Che gli altri muoiano pure, fisicamente o economicamente.
E basta con i soliti luoghi comuni del tipo “bisogna portare le prove prima di parlare di malafede”. Quelle sono sotto gli occhi di tutti ogni domenica ed ora scolpite in una sentenza di condanna per frode sportiva. Il resto sono chiacchiere. Anche se, purtroppo, le chiacchiere nel nostro paese contano più dei fatti. Così come nel mondo del calcio l’appestato è Zeman che denuncia le storture del sistema, mentre Lippi è premiato sul campo per meriti sportivi (sic!) e diventa l’allenatore della Nazionale.
Sono sempre più pessimista sul futuro di un gioco trasformato in avido business. Molti gli affaristi e i maneggioni che gli girano attorno come le api col miele, in numero sempre crescente gli arrivisti e gli sleali. E poi come farsi mancare ipocrisia, invidia, ineleganza, ingratitudine e, soprattutto, inettitudine. La parte peggiore si nasconde (ma neanche troppo) tra gli addetti ai lavori: giocatori, allenatori, presidenti, dirigenti, arbitri e, ahimè, anche alcuni giornalisti. Servi del potere. Tutti insieme appassionatamente, nel nome del dio Denaro.
Mi rimane la flebile speranza che un giorno il fango gettato sui nostri sogni li seppellirà. Quel giorno non chiamatemi in loro soccorso. Sarò occupato a brindare con i pochi amici rimastimi.

 Pino Marà

   

Iscriviti alla nostra Newsletter!!!

Copyright 2004 www.mondogoal.it