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  CERTEZZE SVANITE

Cartellino rosso diretto contro chi compie un gesto di reazione violento o potenzialmente tale. E se l’arbitro non vede? Niente paura, utilizziamo la prova televisiva. Quando, qualche anno fa, venne veramente (e finalmente) applicata per la prima volta nel campionato italiano la nuova norma, pensai che un barlume di luce si era fatto strada nell’oscura e retrograda mentalità dei massimi dirigenti del nostro calcio. Mai speranza fu più vana. Col passare del tempo cominciai a capire che era semplicemente stata tolta una piccola percentuale dell’ampia discrezionalità usata (e spesso abusata) dai direttori di gara per trasferirla nelle mani del giudice sportivo.

 Limitiamoci alla stagione appena iniziata, nella quale peraltro si è già visto di tutto. Morsi alle dita dell’avversario e schiaffi ( vero Simone Inzaghi e Nesta?), prese per i capelli degne del miglior lottatore di wrestling (vedi Gattuso in Milan-Livorno), testate più o meno appoggiate (sic!) sul volto del marcatore diretto (Ibrahimovic su Cribari nella recentissima Udinese-Juve). Ebbene, nei primi due episodi i protagonisti sono stati doppiamente graziati: prima dall’arbitro e poi da chi avrebbe dovuto mettere riparo alla sua lacuna oculistica.

Nel caso-Ibrahimovic, in attesa che venga presa una decisione, molti moviolisti ed ospiti delle più svariate trasmissioni calcistiche si sono affrettati a precisare che il piemontese(?) Farina non avrebbe visto l’azione antisportiva dell’ attaccante svedese ex-Ajax e che quindi  non potrà essere applicata la prova tv. Così, a pagare per tutti potrebbe rimanere un sol uomo. Il suo nome? Antonio Cassano. Con buona pace dell’uniformità di giudizio. La manata del barese a Chiellini, giustamente punita sul campo con l’espulsione, sembra essere l’unica nefandezza compiuta dall’ 11 settembre ad oggi. Del resto, una “gattusata” non è valutabile come una “cassanata”: se per quest’ultima si ergono a censori personaggi poco credibili e accoliti, per la prima si sono sprecati commenti paradossali del tipo “ è roba da uomini virili”.

La domanda nasce spontanea: come mostrerà la sua virilità il buon “Ringhio” se un giorno litigherà con Lupatelli?

 Pino Marà

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