La partita surreale
Clima surreale. Non sembrava
neanche che fosse una partita vera. Ieri sera nell’Olimpico deserto
(solo 75 persone per società, compresi i raccattapalle) la Roma ha
disputato la prima delle due partite che sarà costretta a giocare “a
porte chiuse” per i famosi fatti del ferimento dell’arbitro Frisk.
Era una partita importantissima per le sorti della squadra
giallorosa in Champions, perché solo una vittoria poteva consentire
di sognare ancora la qualificazione agli ottavi. La roma si
presentava in campo con molte defezioni a causa delle squalifiche
rimediate da De Rossi e Panucci nel precedente impegno europeo e la
defezione dell’ultimo momento di Perrotta per un guaio muscolare.
Senza neanche Cassano, a casa per motivi disciplinari, Delneri è
costretto a schierare a centrocampo la giovanissima coppia Aquilani
– De Martino. Partita molto noiosa, soprattutto nel primo tempo con
solo l’emozione del palo di Montella nei minuti finali. La ripresa
sembra più vivace, ma solo nel finale si fa avvincente, con il
vantaggio del Bayer Leverkusen con Berbatov e il pareggio in
extremis di Montella nei minuti di recupero. Pareggio che non serve
a nulla, con la Roma matematicamente fuori dagli ottavi, con beffa
finale della distorsione alla caviglia per Montella.
Fin qui la cronaca della gara.
Passo ora un attimo ad analizzare l’aspetto forse meno piacevole
della serata. Lasciando da parte la delusione per la mancata
vittoria e per la conseguente eliminazione, ciò che più mi ha fatto
male è vedere lo stadio deserto. Forse non ci siamo resi abbastanza
conto dell’importanza dei tifosi. Il calcio è lo sport più seguito e
amato nel nostro paese, non solo per lo spettacolo che riesce a
creare, ma soprattutto per l’”emozione” che riesce a trasmettere.
Siamo negli anni in cui la tv la fa da padrona, con la possibilità
oramai quasi per tutti di vedere la gara comodamente seduti in
poltrona. Magari con la possibilità di cambiare in ogni momento
inquadratura o telecamera. L’esempio della gara di ieri sera però fa
capire quanto non ci possa essere calcio senza tifosi allo stadio.
La tv non può trasmettere il clima dello stadio, le emozioni della
curva e i cori degli ultras. Le telecamere vi faranno sempre vedere
la partita nello stesso modo, ma senza la presenza “fisica” di gente
allo stadio non riuscirà mai a trasmettere le emozioni del calcio.
Auguriamoci che queste due partite che la Roma dovrà giocare a porte
chiuse siano le ultime che una squadra sarà costretta a disputare,
ma auguriamoci anche che lo strapotere delle tv non ci porti via
anche la parte più bella del calcio: le emozioni.
Lorenzo
Ciavoni
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