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 Pareggio tra Roma e Lecce

 Alla fine la partita, che almeno sulla carta doveva dare vita a tanti goal, si è conclusa in parità, alla via del mare lo scontro tra due modi di intendere la zona, totale quella del maestro Zeman, meno esasperata quella di Del Neri, ha prodotto una partita molto tattica che ha finito per penalizzare gli attacchi delle due formazioni. In molti prima della partita, considerando i 37 goal del Lecce e i 40 della Roma, di cui 34 segnati dal trio delle meraviglie Totti-Montella-Cassano, si aspettavano di assistere ad una girandola di goal che avrebbe riscaldato la fredda serata pugliese. I goal invece alla fine sono stati 2, uno per parte, ma la partita dal punto di vista tattico è stata interessante e ha offerto spunti di rilievo, insomma non sempre i goal sono sinonimo di spettacolo. Come al solito il boemo si è affidato al suo 4-3-3, con i due esterni di difesa, Rullo a sinistra e Cassetti a destra a spingere dal primo all’ultimo minuto, anche in inferiorità numerica. Il pressing del Lecce è stato continuo, i tagli delle punte e le sovrapposizioni sulle fasce hanno creato non pochi problemi alla formazione capitolina. In avanti i salenti, privati dal mercato di Bojinov, hanno messo in evidenza un buon Vucinic, che interpretando al meglio il gioco zemaniano, ha più volte creato spazio ai compagni di reparto. Da parte sua Del Neri, conoscendo i pericoli del gioco di Zeman, ha optato per uno strano 4-2-3-1 che alla fine ha dato ragione al tecnico, l’utilizzo di Cassano largo a sinistra e Mancini a destra è stato utile a contenere le continue avanzate degli esterni difensivi salentini. Proprio da Cassano arriva la nota più positiva, ieri il giovane talento si è sacrificato mettendosi al servizio della squadra, più volte ha dovuto inseguire Cassetti sulla sua corsia. Sicuramente questo ha tolto qualcosa in fase offensiva però in compenso ha dato più equilibrio in fase difensiva. Buona la prova di Mexes e Dellas che hanno impedito più volte di sfruttare le verticalizzazioni di Ledesma, positiva anche la prova di Ferrari che sulla destra ha dovuto fare i conti con un cliente scomodo come Rullo.
 
La partenza delle due squadre ha evidenziato tutti i principi della zona, squadre corte e tanto pressing, la prima occasioni capita alla Roma; al 24 del pt su calcio di punizione Totti scalda le mani a Sicignao, autore di un ottimo intervento. La risposta dei padroni di casa non tarda ad arrivare e al 38 Vucinic, imbeccato da Ledesma, si presenta davanti a Zotti che deve compiere un miracolo per non farsi superare. Il secondo tempo inizia subito con l’autorete di Giacomazzi, che su calcio d’angolo di Totti, deposita il pallone alle spalle del suo portiere, ma la squadra di Zeman per nulla intimorita continua a fare il suo giuoco. Atteggiamento che non cambia neanche con l’espulsione al 23 del st di Ledesma, che a pallone lontano colpisce in volto il capitano della Roma. Da questo momento in poi la squadra di Del Neri non approfitta del vantaggio numerico e i terribili zemaniani, spinti dal motto la migliore difesa è l’attacco, al 33 danno vita ad un azione degna del loro maestro. Angelo, entrato al posto di Konan, dopo uno scambio al limite dell’area di rigore con Vucinic lancia in verticale e l’attaccante serbo va nello spazio presentandosi davanti a Zotti che viene battuto. Il pareggio premia il bel gioco e le dichiarazioni di Del Neri a fine gara: “ ci sono anche gli avversari”, danno la giusta dimensione della partita.


 Marco Piccari

 

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