TE…LE
PROCESSO IO
È domenica sera. Ho un
po’ di mal di testa e prima di andare a dormire decido di prendere
20 gocce di Novalgina. Sono assalito da un dubbio atroce: e se mia
moglie decidesse di farmi il controllo antidoping? Ma no, sarebbe
impossibile. Abitiamo vicino al centro sportivo dell’Acqua Acetosa…e
poi nessuno potrà accusarmi di niente dopo aver visto i programmi
sportivi della giornata. L’abuso di farmaci? Non esiste. L’Epo?
Questo sconosciuto. La frode sportiva? Una fervida immaginazione
degli eterni sconfitti. Eppure, non più tardi di venerdì 26
novembre, mi sembrava di aver sentito che il medico sociale della
Juventus fosse stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione
per aver dopato gli atleti bianconeri nel periodo compreso tra il
1994 e il 1998. Sono confuso. Ripercorro mentalmente la mia
estenuante maratona televisiva. Alle 14.00, dopo aver assaporato
delle ottime tagliatelle (rigorosamente fatte in casa, a scanso di
equivoci), mi sintonizzo su Sky per il pre-partita. Della sentenza
emessa dal giudice Giuseppe Casalbore non se ne parla. Del resto, la
Vecchia Signora del calcio italiano gioca contro l’Inter nel
posticipo serale. Perché precorrere i tempi? Scelgo di vedere
Atalanta-Reggina e comincio a pensare che le tagliatelle di cui
sopra non dovevano poi essere così genuine come mi avevano fatto
credere. La partita è brutta, ma che importa? Io non aspetto altro
che le interviste del dopo-gara. Arriva Galliani e i giornalisti in
studio gli chiedono di tutto: dalla prestazione del Milan contro il
Chievo alla prossima elezione del Presidente di Lega, passando per
le solite voci di mercato su Gilardino. Si glissa invece sulla Juve
e sul processo doping.
Cambio canale. A “Stadio Sprint” è stato invitato nientepopodimeno
che Marcello Lippi. L’argomento a cui tengo non viene neanche
sfiorato, fino a quando…arriva lui: Zdenek Zeman, il grande
accusatore. Che puntualmente vorrebbero far passare da accusato.
Enrico Varriale solo a questo punto fiuta lo scoop giornalistico,
mettendo a confronto il C.T. azzurro e l’allenatore boemo. Lippi ne
esce con le ossa rotte e con un’immagine da ricostruire, nonostante
il conduttore tenda a precisare che “la sentenza non è definitiva”.
Poi, vista la brutta piega che sta prendendo la discussione per
l’ospite d’onore della trasmissione, si tronca il dibattito perché
richiederebbe troppo tempo. E Zeman chiosa: “Sei anni mi sembrano
abbastanza”. Lasciando intuire l’omertà mediatica perpetrata da chi
non ama toccare i poteri forti del calcio nostrano (unica eccezione
“Report” su Rai 3). Stacco la spina per qualche minuto, amareggiato
dal fatto che solo la presenza di Zeman sembra poter stimolare un
contraddittorio sul doping. Poco dopo le 18.00 inizia “Novantesimo
minuto” e ho la tenue speranza che Giorgio Tosatti prenderà una
posizione chiara. Macché. Prima afferma che il Dottor Agricola non
può aver fatto tutto da solo (con riferimento alla contemporanea
assoluzione dell’Amministratore Delegato bianconero Giraudo), poi
conclude che il processo non ha chiarito tutti i fatti e che
comunque non c’è la prova della somministrazione di Epo. Si
avvicinano le 20.30 e allora torno su Sky. Prima che Juventus ed
Inter scendano in campo per liberare qualcuno da imbarazzanti
reticenze, Giorgio Porrà ha il “coraggio” di chiedere un commento a
Vialli sull’esito della vicenda che lo ha visto coinvolto “solo come
testimone” (precisazione dello stesso Vialli). Risultato?
L’ex-attaccante doriano dice di aver fiducia nella giustizia, ma
accusa Guariniello di aver fatto la star e pensa che il Pm abbia
sviluppato un teorema molto fragile. Perlomeno contraddittorio. Poi
afferma addirittura che di questo processo se ne è parlato sin
troppo e allora comincio a pensare di essere il marziano di Flaiano
improvvisamente catapultato sulla Terra nel giorno sbagliato.
Passano intanto altre due ore e Inter- Juve finisce 2 a 2. Faccio
uno zapping sfrenato tra la “Domenica Sportiva e “Controcampo”.
Sulla Rai Marco Mazzocchi comincia a parlare della sentenza solo
dopo la mezzanotte (ma almeno ne parla), mentre il contenitore
sportivo di Italia 1 dedica alla stessa più o meno quattro minuti di
orologio. Peccato che in quei 240 secondi sono impegnato al telefono
e quando torno davanti alla tv tutto lo scibile umano sul problema
doping è andato già in onda. Faccio solo in tempo ad ascoltare il
buon Sandro Piccinini che passa ad altro argomento perché ci
vorrebbe tutta una puntata per trattare della condanna di
Agricola(questa frase mi sembra peraltro di averla sentita altrove).
A questo punto mi scoppia il mal di testa, prendo le gocce di
Novalgina e vado a dormire. Sta’ a vedere che domani riaprono il
centro dell’Acqua Acetosa…
PINO MARÀ
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